I Rampicanti

Una crescita verso il cielo!

Si tratta di piante che si caratterizzano per un fusto molto lungo e flessibile
che ha bisogno di appoggiarsi ad un sostegno per poter crescere.

Ciò che caratterizza
le piante rampicanti
è la loro tendenza
a crescere verso l’alto.

Si sviluppano in questo modo per evitare la concorrenza di altre piante e per sollevarsi dal terreno, spesso reso ombroso da altri esemplari. Il loro portamento può essere sfruttato in giardino per molteplici scopi: coprire degli elementi, nascondere muri poco gradevoli, dare verticalità e creare sfondi verdi o colorati.

Molti amanti del giardinaggio cercano spesso dei rampicanti per decorare un graticcio, una facciata di una casa o un pergolato in legno. I rampicanti infatti sono molto eleganti e donano alla casa o all’accessorio in legno, un aspetto molto particolare, molto naturale, in grado di ricreare un’atmosfera di relax ed armonia dati dalla combinazione fra gli elementi costruttivi e gli elementi naturali. Per questioni di praticità e per non trovarsi in inverno con le facciate della casa o con i pergolati spogli, molti appassionati di rampicanti cercano delle specie sempreverdi in grado di garantire un minimo valore ornamentale anche in inverno.

RAMPICANTI VERI

Si aggrappano ai muri e ai sostegni tramite piccole ventose, quindi non necessitano di sostegni. Gli esempi più classici sono l’edera, la vite canadese o americana. Sono i rampicanti più semplici da trattare e non necessitano di particolari attenzioni, se non potature di contenimento. Bisogna solo prestare attenzione a non porli su supporti troppo delicati perché le ventose potrebbero rovinare la muratura o l’intonaco.

RAMPICANTI A FUSTI VOLUBILI

Si arrampicano tramite viticci e fusti avvolgenti. Per crescere quindi necessitano di un supporto che può essere una rete, un graticcio o dei semplici fili fissati in successione. Le piante più rappresentative sono il caprifoglio, la clematide, il pisello odoroso, l’ipomea (annuali) e il glicine.

RAMPICANTI SARMENTOSI

Piante dotate di lunghi rami (sarmenti) molto flessuosi (almeno inizialmente) che per crescere (in natura) si appoggiano su altre piante (tipicamente alberi). Le più rappresentative di questa categoria sono le rose sarmentose a fioritura unica. Un altro esempio è il Solanum Crispum. Col tempo i rami possono diventare anche molto legnosi e pesanti, quindi il supporto deve essere stabile. Necessitano sempre di essere attentamente monitorate ed eventualmente potate.

DI SEGUITO VE NE ELENCHIAMO SOLO ALCUNI

WISTERIA – GLICINE

Famiglia Papilionaceae

Caratteristiche

Conosciute con il nome comune di glicine, queste volubili Papilionaceae sono sicuramente gli arbusti rampicanti più vigorosi e appariscenti, con una spettacolare fioritura primaverile ed un fogliame di un fresco verde brillante in estate. Rustici, resistenti al freddo ed alla maggior parte delle malattie, i rami si attorcigliano ai loro sostegni come liane e possono essere utilizzati su pergolati, muri o ringhiere a guisa di cordoni, ghirlande o spalliere, per coprire pareti, fatti arrampicare su altri alberi, essere allevati come arbusti isolati o ad alberello.
Si possono impiegare con ottimi risultati sia in giardini storici che in moderne ambientazioni.

I fiori di colore azzurro-violetto, riuniti in grappoli penduli che raggiungono anche la lunghezza di 20 -25 cm, dal profumo intenso e gradevole.
Tra i rampicanti rustici sono quelli a fioritura più abbondante, profumata e decorativa; all’inizio della primavera i glicini ci regalano grandi grappoli di fiori lilla, profumatissimi, che sbocciano in successione, dando origine ad una fioritura molto prolungata, che si protrae per alcune settimane.

Coltivazione

Si pianta tra ottobre e marzo in qualsiasi terreno, purché non troppo calcareo, meglio se fertile e ben drenato. Ha però bisogno di un’esposizione molto soleggiata per dare il meglio della fioritura. Anche se talvolta può avere qualche difficoltà nell’attecchimento (perciò è meglio piantare esemplari cresciuti in vaso), dopo il primo anno cresce vigorosamente, non necessita di cure particolari e non teme il gelo. Tutti i glicini sono piante di sviluppo notevole e molto vigorose: è meglio tenerne conto e lasciar loro ampio spazio a disposizione. Anche le radici si espandono notevolmente e, se troppo a ridosso di pavimentazioni o muretti, possono danneggiarli. I fusti, sarmentosi e volubili, necessitano di un supporto nelle prime fasi di sviluppo per avviarli su superfici prive di appigli. In seguito lignificano e diventano veri e propri tronchi, anche di notevole diametro alla base.

Tipologie

Esistono, come per tutte le piante, diverse varietà che differiscono in alcuni aspetti: nei colori dei fiori (bianchi, rosa, lilla, viola e blu), nell’altezza, nell’evoluzione del tronco intorno al tutore. Vediamone alcune:

GLICINE ROSSO
(MILLETTIA SATSUMA)

Di origine australiana, emana un profumo speziato. I fiori sbocciano dall’estate all’autunno e sono di un bel colore rosso-violaceo.

GLICINE GIAPPONESE
(WISTERIA FLORIBUNDA)
Somiglia ad un piccolo albero, ma per ottenere questa forma bisogna legare un ramo al tutore e tenerlo alla larga da altri sostegni e piante. Produce fiori di colore rosaceo che si sviluppano in lunghi grappoli che possono toccare 1 metro di lunghezza.

GLICINE CINESE
(WISTERIA SINENSIS)
Cresce rapidamente ed è utile quando si ha pochissimo tempo per ricoprire mura e recinzioni. Non a caso è la specie maggiormente diffusa. Fiorisce dalla primavera all’estate producendo fiorellini a grappolo, violacei e azzurri. Le foglie hanno una forma ellittica e sono ricoperte da peluria.

Curiosità

Il primo glicine arrivò in Europa nel 1816. A portarlo fu un inglese, il capitano Welbank che una sera di maggio del 1816 si trovò a cena da un ricco commerciante di Guangzhou (Canton). La cena si svolse sotto una pergola di glicine in fiore, una pianta che i cinesi chiamavano Zi Teng ‘Vite blu’. Nessun europeo aveva mai visto prima uno spettacolo simile ed il capitano Welbank si fece dare alcune piantine che portò in Inghilterra donandole al suo amico C. H. Turner, a Rooksnet nel Surrey. In questo giardino tre anni dopo, nel 1819, fiorì per la prima volta e da li si diffuse rapidamente in tutti i giardini del vecchio continente. In Italia si ha notizia della sua esistenza già intorno al 1840.

il nome Glycinia, che in greco significa “pianta dolce” e dal quale deriva la denominazione utilizzata abitualmente in italiano, fu dato da Linneo ad una pianta rampicante introdotta dall’America ai primi del 700. Si trattava del glicine americano (Wisteria frutescens). Quando un secolo dopo il capitano Welbank portò dalla Cina il glicine che tutti conosciamo (Wisteria sinensis), il botanico Nuttal non comprese immediatamente che quella pianta era già stata classificata già da un secolo e la chiamò Wistaria in onore del professore tedesco Caspar Wistar. Il nome fu poi storpiato, nella pronuncia inglese in Wisteria e con questo nome si diffuse. Solo nei paesi latini come Italia, Francia e Spagna si è mantenuto il nome originale di Glicine.

CLEMATIDE

Famiglia Ranunculaceae

Caratteristiche

Uno dei generi di piante rampicanti più vasto e conosciuto, comprendente sia specie sempreverdi sia a foglia caduca (circa 250 specie), comunemente divise in tre grandi gruppi.

Specie precoci: sono quelle che fioriscono sui rami lignificati dell’anno precedente. Hanno foglie composte 3-5 foglioline ovali, lievemente dentate, di colore verde. Di questo gruppo fanno parte la macropetala, l’alpina e la montana, quindi tutte le loro varietà. Le precoci fioriscono da metà a fine primavera con fiori semplici (semidoppi in alcune varietà), larghi 5-7cm appiattiti o a lanternina, in colori che variano dal bianco puro al blu porpora passando per molte sfumature di rosa.

Clematis a fiori grandi: fioriscono sui rami lignificati dell’anno precedente ma anche sui nuovi virgulti che si sviluppano dalla primavera in corso. Fioriscono durante l’estate. Il fogliame è caduco, semplice o composto da tre foglioline verde chiaro. Il fiore è grande e largo anche 20 cm. I colori variano dal bianco puro al blu violetto passando per un’infinita gamma di rosa, porpora e lilla. Fanno parte di questo gruppo la Clematis ´Jackmanii´, Clematis ´Nelly Moser´ e Clematis ´the President´.

Clematis a fioritura tardiva: che comprende specie e varietà a fiori grandi e piccoli, con la caratteristica di sbocciare sul finire dell’estate e anche in autunno i fiori, sbocciano sui rami giovani dell’anno. Le foglie possono essere semplici o composte, di colore verde pallido. I fiori possono essere semplici appiattiti larghi anche 8-10 cm oppure piccoli di soli 3-5 cm a forma di lanterna o tubulari e penduli a seconda delle specie e varietà. Il colore varia dal bianco rosato al giallo, passando per molte sfumature di azzurro e viola. Fanno parte di questo gruppo la Clematis tangutica, la Clematis ´Perle d’Azur´, Clematis ´Etoile Violette´ e Clematis ´Ville de Lyon´.

Coltivazione

Le piante di clematide prediligono posizioni ben soleggiate, dove possano ricevere il sole diretto per almeno alcune ore al giorno; se poste in luogo eccessivamente ombreggiato in genere non producono fiori. Per uno sviluppo rigoglioso è consigliabile mantenere il piede e le radici in luogo protetto dal sole eccessivo e dal vento, in modo che l’apparato radicale si mantenga abbastanza fresco. Gli esemplari di clematide non temono il freddo, anche perché durante il periodo di riposo vegetativo invernale tendono a perdere completamente la parte aerea.
Si coltivano in un buon terriccio soffice e fresco, evitando gli eccessi di argilla o di torba, ma preferendo un substrato soffice, ricco di sostanza organica e con un buon drenaggio; possono essere coltivate anche in vaso, ricordando di rinvasarle ogni due anni.
Dalla primavera fino all’autunno annaffiare la clematide con regolarità, in modo da evitare periodi di siccità; le clematidi amano un clima abbastanza umido. Ogni 10-12 giorni mescolare all’acqua delle annaffiature del concime per piante da fiore.

Tipologie


CLEMATIS ARMANDII SNOWDRIFT
Provenienza: Cina. Specie robusta a portamento rampicante con molte ramificazioni. Può raggiungere i 10 m. Foglie persistenti, lucide, di colore verde scuro, composte da tre foglioline di forma ovato-lanceolata, con nervature evidenti. Fiori larghi 5-6 cm., di colore bianco.


CLEMATIS MONTANA
È originaria dell’Himalaya ed è giunta in Europa alla metà del 1800. È un grande rampicante che può raggiungere anche i 10 metri di altezza. Porta piccoli ma abbondantissimi fiori da 5-6 cm di grandezza composti da sepali dal bianco al rosa ed evidenti stami gialli. Molto sana e prolifica. Fiorisce solo in primavera e non necessita di potature se non di contenimento.
La varietà rubens (e le cultivar derivate) hanno anche foglie che con l’avanzare della stagione tendono al bronzo porpora, rendendo la pianta decorativa anche in quella stagione. Varietà più interessanti:
– ”Elisabeth”, dai grandi fiori rosa chiaro, profumati;
– ”Grandiflora”, a fiori bianchi;
– ”Pink Perfection”, a fiori rosa carico.


CLEMATIS JACKMANII
Ibrida, fiorisce sui rami nuovi. Vigoroso rampicante con foglie verde scuro e fiori numerosissimi dal colore viola al porpora. Di solito portano 4 sepali e sono di circa 10 cm di diametro circa. Ha portamento, robustezza e vigorosità: adatte alla coltivazione su sostegni di tipo diverso, presenta dimensioni variabili a seconda delle varietà.

Curiosità

È una pianta velenosa per la presenza di alcaloidi e saponine soprattutto negli organi più vecchi.
I romani adoravano particolarmente la Clematis vitalba, tanto che la facevano crescere in prossimità dei muri delle loro abitazioni.

Conosciuta sotto il nome di “Laccio d’amore”, per la disposizione delle sue foglie, era considerata simbolo del più alto dei sentimenti.

EDERA

Famiglia Araliaceae

Caratteristiche

L’edera, un rampicante che si ama o si odia. Innegabile però un gran vantaggio rispetto a tutti gli altri rampicanti, si tratta di piante sempreverdi. La fioritura, quando avviene è insignificante ma l’aspetto che assumono le piante adulte, lussureggianti e vigorose, nonché le numerose variegature e forme del fogliame nelle tante varietà sono senz’altro una importante attrattiva per molti giardinieri.

Il portamento è da vero rampicante, con forti uncini sui fusti che si aggrappano ad ogni struttura, diventando talvolta un po’ invadenti. La foglia è ovale o cuoriforme, lobata (anche fortemente lobata), coriacea, dal verde scuro al giallo crema, al bianco e in variegature con questi colori, a seconda della specie e varietà. Molte varietà diventano porpora o bronzee in autunno.
L’edera rampicante è una pianta sempreverde e pluriennale molto diffusa e apprezzata, può infatti essere utilizzata per ricoprire pareti divisorie in vari materiali (muri, recinzioni o pergolati) o come semplice decorazione per strutture come gazebo o archi grazie alla bellezza delle sue foglie, fitte, dal colore lucido e intenso. Comprende 15 specie di piante rampicanti, facili da coltivare per la loro tolleranza alla scarsa luminosità e al sole diretto, all’inquinamento atmosferico e alla siccità. Ne esistono anche di adatte alla coltivazione in appartamento.

L’edera si differenzia dalle atre piante rampicanti perché è in grado di creare autonomamente il proprio sostegno, non ha bisogno di essere guidata nella sua crescita perché può arrampicarsi autonomamente e sostenersi grazie alle proprie radici aeree che la aiutano a creare degli appigli, sia nel caso che aderisca ad altre piante o alberi sia nel caso che cresca su sostegni costruiti dall’uomo.

Coltivazione

La coltivazione è piuttosto semplice e questo spiega il largo utilizzo nei giardini. In linea generale si tratta quasi sempre di piante rustiche e che una volta assestante non necessitano di grandi attenzioni se non una periodica eventuale potatura di contenimento e il controllo di possibili parassiti.

Le piante di edera non temono il freddo e possono sopportare anche temperature molto rigide; in effetti però temono un poco il caldo e non amano ricevere il sole diretto; è quindi opportuno porre a dimora in luogo ombreggiato o semi ombreggiato, al riparo dalla luce per gran parte della giornata. Alcune varietà, con foglie piccole o a crescita lenta, possono essere utilizzate senza problemi anche come piante da appartamento.
Annaffiare regolarmente, cercando di mantenere il terreno leggermente umido, ma non inzuppato d’acqua; le edere comunque possono sopportare periodi anche prolungati di siccità.

Tipologie


HEDERA CANARIENSIS
Originaria delle isole Canarie e dell’Africa settentrionale, questa specie molto vigorosa può raggiungere i 4-6 m. di altezza e presenta foglie di consistenza cuoiosa, lobate, a base cordata e di colore variabile dal verde del periodo estivo al verde-bronzo del periodo invernale con screziature verde-grigio e bianche diverse da foglia a foglia.


HEDERA JAPONICA
Japonica o rhombea: specie poco coltivata che presenta, nella varietà “Variegata”, foglie e con margini bianco-crema.


HEDERA HELIX
Questa specie molto diffusa, che rappresenta la comune edera, in Italia arriva a crescere fino a 15-30 m. di altezza. Le foglie di colore verde scuro lucide, con macchie argentee lungo le nervature, presentano la lamina larga circa 10 cm. e divisa in 4-5 lobi. Ne sono state create molte varietà adatte alla coltivazione in esterno e in vaso (in serra e appartamento).

Curiosità

Pianta sacra a Dionisio che se ne ornava il capo a difendersi, con la sua freschezza, dall’ardore del vino. Nell’antichità, godeva di grande fama. Le sue foglie formavano la corona dei poeti e di Bacco, divinità alla quale era dedicata: si pensava che circondare la fronte con la corona di Edera prevenisse le intossicazioni dovute alle grandi bevute di vino.

HYDRANGEA

Famiglia Hydrangeaceae

Caratteristiche

Conosciuta con il nome di Ortensia Rampicante, proviene dalle aree del Giappone. Questo esemplare di vegetale, assieme al gelsomino e all’edera è uno dei veri rampicanti presenti in natura. Ciò sta a significare che non necessita di supporti o sostegno alcuno, come le rose, per potersi arrampicare. Se durante il suo percorso di arrampicamento non dovesse trovare appigli ai quali unirsi tende a svilupparsi in maniera strisciante e quelle che sono le radici aeree assumo le medesime funzioni delle radici degli arbusti.

La crescita dell’ortensia rampicante è molto lenta e può arrivare a circa sette o dieci metri d’altezza. Viene anche chiamata Hydragea petiolaris o Hydragea scandens. Largamente coltivata in giardini come copertura o per abbellire muretti a secco o facciate, l’ortensia è in grado di dare al giardino un tocco di luce e vivacità per dei fiori molto particolari sviluppati durante la stagione estiva. Si tratta d’infiorescenze a forma di ombrelli, molto piccole e che vanno dal bianco al color panna.

Coltivazione

L’ortensia rampicante è un esemplare in grado di sopportare il freddo e le basse temperature invernali. Predilige un clima fresco e temperato, non ha bisogno di cure colturali specifiche in quanto può essere messa a dimora sia in pieno sole e sia in un ambiente semiombreggiato. Quando si coltiva questa specie di ortensia, è necessario fornirla di un terreno ben drenato e soffice, mentre la messa a dimora deve avvenire quando le temperature sono miti e quindi tra la primavera e l’autunno. Se la coltivazione avviene in piena terra, è necessario praticare una buca con una misura doppia rispetto alla pianta stessa perché si deve interrare il pane contenente l’apparato radicale. Praticata la buca, si dispone sul fondo della ghiaia drenante, stallatico e infine del concime universale. Si compatta il tutto e si procede con una leggera annaffiatura. Anche con la coltivazione in vaso occorre praticare questo multistrato in modo tale da evitare terreni troppo compatti e pesanti, ristagni idrici e somministrare, mediante lo stallatico maturo, la giusta quantità di nutrienti.

Tipologie


HYDRANGEA PETIOLARIS
o HYDRANGEA SCANDENS

Originaria del Giappone, questa specie a portamento rampicante è adatta a ricoprire muri, graticci e tronchi d’albero, grazie alle sue radici aeree. È rustica e molto vigorosa, potendo crescere fino a 20-25 m. di altezza. Le foglie sono di forma ovata, con i margini dentati e con l’apice acuminato. La lamina presenta la pagina superiore di colore verde scuro; mentre quella inferiore appare tomentosa e chiara. In giugno produce corimbi appiattiti, larghi fino a 18-25 cm., composti da fiori bianco-crema.

La Hydrangea petiolaris è una specie rustica che non richiede cure particolari, se non un terreno fertile e un po’ umido. Ama le terre neutre o tendenzialmente acide, ma si adatta perfettamente anche in condizioni di lieve alcalinità. L’esposizione preferita è quella a Nord Est, ma vegeta molto bene anche in pieno Nord.Sopportano senza problemi le potature di contenimento e nel bel mezzo dell’estate la cimatura delle infiorescenze sfiorite, che anzi stimola la produzione di nuova vegetazione.
Concimare in autunno e primavera con fertilizzante organico, humus e compost ben maturo. Irrigare abbondantemente durante i periodi di gran caldo o siccitosi.

 

HYDRANGEA SEEMANNII
La coltivazione di questa specie è normalmente considerata accessibile a tutti, anche i dilettanti alle prime armi possono ottenere buoni risultati. Può raggiungere, se coltivata in modo ottimale, anche dimensioni ragguardevoli e fu introdotta in Europa solo nel 1924. Va preferibilmente annaffiata con acqua piovana, più povera di sali, ma sopporta anche acque più basiche. Di solito, dopo il primo anno, se non ci si trova in condizioni di estrema anomalia climatica, l’annaffiatura non è più necessaria. Le Seemanii sono piante sensibili al PH del terreno il cui grado di acidità determina spesso il colore della fioritura. Necessitano di posizioni riparate nel giardino, ma gradiscono un’esposizione leggermente soleggiata, considerato che provengono dalla Sierra Madre, dove le temperature sono piuttosto alte. Le sue foglie, splendide, dalla forma acuminata, sono lucide, coriacee, tendenti al verde scuro e ricordano un po’ quelle del lauroceraso. Come anche altre specie di ortensie rampicanti, la Seemanii può salire su muri, alberi, o pergole. Può infatti essere sistemata senza timore, nelle vicinanze di muri di casa, poiché le sue radici aeree non danneggiano in alcun modo gli intonaci e le finiture e non s’infiltrano tra le crepe sotto le tegole.

 


HYDRANGEOIDES SCHIZOPHRAGMA “MOONLIGHT”

Produce della straordinarie foglie a forma di cuore, con un effetto davvero spettacolare. Si tratta di una nuova cultivar creata proprio con questa finalità estetica. Le foglie sono anche contraddistinte da un artistico contrasto tra il colore verde chiaro della lamina fogliare, con le scurissime nervature. In autunno queste romantiche foglie si tingono di un caldo arancione tendente al rosso.

GELSOMINO

Famiglia Oleaceae

Caratteristiche

Il gelsomino (Jasminum) è una pianta sempreverde prevalentemente rampicante. Il termine deriva dal persiano “ya-samin” (fiore bianco) e per la tradizione araba è il re dei fiori, così importante da profumare il paradiso islamico.

Arbusti rampicanti e sarmentosi caduchi o sempreverdi, dall’aspetto ben poco “formale”, anzi con i loro tanti fusti sottili e angolosi riescono meglio come piante ricadenti o da far espandere sopra i muri e i terrapieni e, se utilizzati per ricoprire spalliere o ringhiere è meglio sostenerli.

Il rappresentante più conosciuto dei gelsomini rampicanti è Jasminum nudiflorum, se non altro per la buona rusticità che gli permette di attraversare inverni rigidi e umidi come quelli del Nord Italia. Ha fiori piccoli e precoci, tubulari, gialli, sui rami ancora spogli, sbocciano a fine inverno o appena il gelo molla la presa (febbraio-marzo). Le rade foglie sono piccole, ovali e verdi.

Un suo parente più “nobile”, dal profumo indimenticabile, il Jasminum officinale, sboccia in estate e fino al termine dell’autunno di un bel bianco puro, anch’egli caduco; meno rustico del precedente, vuole clima mediterraneo e ottima esposizione soleggiata.

Il terzo rappresentante è Jasminum primulinum, sempreverde, fiori gialli ma più grandi di nudiflorum, poco resistente al freddo, anche lui desidera clima mediterraneo.

Coltivazione

Il gelsomino è una pianta realmente semplicissima da coltivare e la cui crescita è velocissima. Considerato che è un rampicante, occorre sempre prevedere la presenza di un supporto dove la pianta può svilupparsi. Il terreno ideale per il gelsomino deve assolutamente essere ben drenato e formato da sabbia, terra e torba. Lo spazio tra una pianta e l’altra deve essere adeguato, in quanto ogni gelsomino necessita di abbondante spazio per il corretto sviluppo delle sue radici. Il gelsomino non richiede particolari cure. E’ necessario rinvasarlo una volta l’anno. A settembre quelli che fioriscono in primavera, ad aprile quelli che fioriscono in inverno. Dopo il rinvaso bisogna potare il gelsomino, eliminando i rami e le foglie secche in quanto la crescita della pianta è molto disordinata. La moltiplicazione della pianta avviene per talea.

La concimazione del gelsomino è un’operazione importantissima per garantire la corretta crescita della pianta. Il gelsomino va concimato mediamente ogni 15 giorni, utilizzando un concime liquido che, diluito con l’acqua, va somministrato alla pianta durante le operazioni di annaffiatura. Azoto, fosforo e potassio sono gli elementi che non devono assolutamente mancare al gelsomino. Importanti risultano essere anche il ferro, lo zinco e il rame. Così solamente il gelsomino può crescere realmente in salute. C’è un determinato periodo dell’anno in cui è necessario provvedere alla concimazione del gelsomino. Esso va concimato esclusivamente nella stagione primaverile e in quella estiva. In autunno ed in inverno, invece, la concimazione non è assolutamente necessaria e può essere evitata per riprendere, sempre con cadenza bisettimanale, al sopraggiungere della primavera successiva.

Tipologie

JASMINUM NUDIFLORUM
Proveniente dalla Cina, questo arbusto, detto anche “gelsomino di S. Giuseppe”, presenta rami nodosi e foglie lisce, decidue, trifogliate e di colore verde scuro. I fiori, grandi 1-2 cm., singoli o riuniti in mazzetti ascellari, sono di colore giallo vivo e compaiono solo sui rami dell’anno precedente tra novembre e aprile. È una specie molto rustica, che può essere coltivata su muri esposti a nord, ma occorre fare attenzione ai venti freddi che possono danneggiare la fioritura. Può raggiungere i 3 m. di altezza e di diametro.

JASMINUM OFFICINALE
Più conosciuto come “gelsomino bianco”, è il più diffuso in Europa e ha origine in India, Cina e Iran. Ha foglie caduche, lanceolate e fiori bianchi a cinque petali molto profumati che sbocciano da giugno a settembre. Può raggiungere un’altezza di 15 m e quindi è particolarmente adatto come rampicante.

JASMINUM PRIMULINUM
Proviene dalla Cina questa specie rampicante, a foglie persistenti, opposte, trifogliate, di colore verde scuro. Da marzo a maggio produce fiori semidoppi, che raggiungono la larghezza di 5 cm., di colore giallo. Raggiunge i 4 m. di altezza e può essere coltivato all’aperto solo nelle regioni a clima mite e comunque in posizioni soleggiate e riparate.

Curiosità

Simbolo di Damasco, nota come “città dei gelsomini”, è inoltre il fiore nazionale di Indonesia e Filippine. Le origini del gelsomino sono così antiche che ne sono state trovate tracce nel sarcofago di un faraone egiziano sepolto a Deir-el-Bahri.

LONICERA PILEATA

Famiglia Caprifoliaceae

Caratteristiche

Arbusti sempreverdi o caducifogli che comprendono anche molte specie rampicanti. Le specie e varietà a forma eretta sono adatte per formare siepi o gruppi e quelle nane o prostrate e striscianti sono ottime come copri suolo. Ambedue hanno un fogliame verde scuro e lucido, minuto e fitto, alcune variegato o giallo, portato da ramificazioni flessuose.

La Lonicera Pileata è un arbusto nano semipersistente con ramificazioni orizzontali. Le foglie sono color verde brillante. Produce piccoli fiori, insignificanti, da Maggio a Luglio che sono seguiti da bacche color viola traslucido.

Le lonicere più alte raggiungono i 5-6 mt di altezza, ma le tappezzanti come la Lonicera pileata, non superano i 50-60 cm.

Coltivazione

Tutte le Lonicere sono arbusti di facile coltivazione, rustiche e che si adattano alle più disparate condizioni ambientali. Ovviamente però hanno delle preferenze per i terreni fertili e ben esposti al sole. Risultano meglio se coltivate in gruppo, soprattutto le varietà striscianti che servono a coprire vaste estensioni di aiuole sotto la chioma di grandi alberi, o anche per tappezzare rive e pendii. Con le varietà più alte si ottengono belle siepi compatte o in miscuglio con altri arbusti per farci siepi colorate. È consigliabile cimare regolarmente le piante da siepe, mentre le nane possono essere formate ad onde o globi.

VEITCHII ROBUSTA

Famiglia Vitaceae

Caratteristiche

Parthenocissus tricuspidata ‘Veitchii Robusta’ cultivar ottenuta da innesto, conosciuta anche col nome di Ampelopsis veitchii e di Vite vergine. 

Originario della Cina e del Giappone, fu importato in Europa verso la metà del a secolo scorso. L’introduzione della specie la si deve a John Gould Veitch, che lavorò per il Royal Exotic Nursery di Chelsea, verso la metà del 1800; l’attributo specifico che si conserva tra i sinonimi (Ampelopsis vetchii) è proprio a suo ricordo. La specie si è ormai naturalizzata in Europa al punto che è stata ritrovata allo stato spontaneo in alcuni boschi della Slovenia fino a 2.100 m di altitudine.

Parthenocissus tricuspidata ‘Veitchii Robusta’ è quel rampicante che ha la capacità di ancorarsi ai muri grazie ai cirri presenti nei rami, riuscendo cosi a ricoprire facciate di case, colonne e ogni altra cosa su cui le ventose sono in grado di attaccarsi. Le foglie assomigliano molto a quelle della vite e anche i frutti, in autunno, si riuniscono in grappoli con piccoli acini neri.

Si tratta di un clone innestato su Parthenocissus quinquefolia, che cresce molto veloce riuscendo a ricoprire in quattro o cinque anni sino a 100 metri quadrati di parete e una volta esaurito lo spazio a disposizione, si ferma e la vegetazione non sormonta mai su se stessa. Si può vedere così un’intera parete ricoperta da grandi foglie, tutte uguali con un effetto pulito e armonico. Le foglie del ‘Veitchii Robusta’ sono più grandi della specie originaria, i colori autunnali sono più intensi e la produzione di bacche è straordinariamente abbondante. Infatti, in autunno, dopo una intensa colorazione rossa, arancione e gialla, perde le foglie, lasciando per diversi mesi l’intera parete ricoperta di piccole ciocche nere disposte regolarmente ed è uno spettacolo straordinario vedere il continuo andirivieni di uccelli, soprattutto merli, che vanno a beccare i piccoli frutti.

Coltivazione

La vite vergine è coltivata in vaso, con un tutore in bambù; va piantata il più possibile vicino alla parete che si intende far ricoprire, poi si fissa il tutore alla parete con un chiodino in modo che i rametti inizino ad attaccarsi; infine, una volta che si sono attaccati, non occorre più nessuna cura.

Curiosità

Gli effetti benefici della vite vergine sono dovuti al suo elevato contenuto in proantocianidine, sostanze dall’elevata azione antiossidante protettiva riscontrata principalmente a livello cardiovascolare.

LA NOSTRA FILOSOFIA

Amare il verde con il canto e i colori della natura,
sognare e fare del mondo un bellissimo giardino.