Le Piante in Casa
Che piante stanno bene in casa?
Sono molto spesso di origine tropicale perché non sopportano le temperature troppo basse o i rigori dell’inverno. In questa categoria di piante possiamo trovare anche alberi che possono raggiungere i 2-3 metri, oppure bonsai o piante succulente.
arredare l’appartamento di piante
è un buon modo per dare vita
alla tua creatività.
Portando al contempo colore,
profumi e freschezza nella tua casa!
Ogni pianta esegue naturalmente un processo di fotosintesi attraverso il quale assorbe l’anidride carbonica e rilascia ossigeno.
Le piante sono in grado di purificare l’aria dalle sostante nocive rilasciate dai materiali dell’arredamento (come gli armadi, i tappeti, il camino), dalla nostra stessa respirazione e dai prodotti che cuciniamo.
Circondarci di verde dentro le mura di casa è quindi un ottimo modo per ridurre l’inquinamento domestico.
Ogni pianta ha delle particolari funzioni o caratteristiche che agiscono sull’ambiente in maniera differente: ad esempio ci sono poi alcune piante, come l’edera, che aiutano a ridurre la muffa e la diffusione di particelle inquinanti che potrebbero trasferirsi con le feci degli animali domestici; oppure l’Aloe Vera è capace di assorbire le sostanze chimiche presenti nell’aria quando stai dormendo ed è in grado di rilasciare molto ossigeno durante la notte aiutando chi soffre di insonnia.

DI SEGUITO VI ELENCHIAMO SOLO ALCUNE DELLE PIANTE IDEALI PER LA CASA

AECHMEA o ECMEA
Famiglia Bromeliaceae
Caratteristiche
La Aechmea (conosciuta anche come ecmea) è una splendida bromeliacea, molto diffusa nei nostri appartamenti, non solo per la sua bellezza ma anche per la facilità di coltivazione. A questo genere appartengono circa cinquanta specie di piante epifite, sempreverdi, diffuse nelle foreste pluviali dell’America meridionale, dove si sviluppano sul tronco degli alberi, alla biforcazione dei rami. Ha lunghe foglie carnose, appuntite, disposte in larghe rosette basali, di colore verde scuro. Ogni 2-3 anni al centro della rosetta di foglie si sviluppa una particolare infiorescenza, costituita da numerose brattee semi legnose, di colore rosato, tra cui sbocciano piccoli fiori lilla o bianchi. L’infiorescenza rimane decorativa per mesi poi dissecca.
Coltivazione
Si coltiva in appartamento, in luogo abbastanza luminoso, ma non a diretto contatto con la luce solare; si sviluppa senza problemi anche in luogo ombreggiato o semi ombreggiato. Teme il freddo, e non sopporta temperature inferiori ai 15°C.
Tipologie

AECHMEA FASCIATA
Viene chiamata anche Billbergia rhodocyanea. La Aechmea fasciata presenta foglie coriacee con i margini seghettati di un bel colore verde-grigio con delle striature trasversali biancastre. Fiorisce d’estate formando una infiorescenza portata da un lungo stelo alla cui sommità si forma una sorta di globo di brattee molto piccole e colorate di colore tendente al rosa al cui interno si trovano i fiorellini di colore azzurro chiaro e restano fiorite per circa 4 mesi.

AECHMEA CHIANTINII
Conosciuta anche come Billbergia chantinii, presenta foglie di colore verde intenso con striature trasversali grigiastre, su entrambe le pagine e fiori gialli protetti da brattee rosse. La Aechmea chantinii somiglia molto alla Aechmea fasciata dalla quale differisce per il fatto che la rosetta di foglie è molto più grande e molto più aperta.

AECHMEA FULGENS
Originaria del Brasile, alta trenta – trentacinque centimetri, ha foglie spinose, piccole che formano una rosetta aperta, l’infiorescenza è una pannocchia ovale con numerosi fiori peduncolati rossi e le foglie sono verde scuro.
Curiosità
Il nome del genere deriva dal greco akmé (“punta”), alludendo alle rigide punte di cui è munito il calice.

AGLAONEMA
Famiglia Araceae
Caratteristiche
Si tratta di piante originarie del sud-est asiatico, molto apprezzate e diffuse in tutte le nostre case non solo per la facilità di coltivazione ma anche per la bellezza delle loro foglie.
Le Aglaonema sono piante erbacee perenni a crescita lenta.
Sono caratterizzate da foglie molto decorative portate da dei lunghi piccioli di colore grigio – verde molto spesso screziate di bianco- giallo o argento.
Sono di facile coltivazione, che non richiedono delle grandi quantità di luce, infatti vivono bene anche nella penombra anche se preferiscono luce abbondante (non sole diretto!). La luce è importante soprattutto per le specie a foglie variegate in quanto una sua mancanza ne fa perdere la screziatura.
Coltivazione
È una pianta che va annaffiata spesso durante il periodo primaverile – estivo. Assicurandosi che la superficie del terreno, tra un’annaffiatura e l’altra sia asciutta.
Curiosità
Il nome di questa pianta deriva dal greco aglaos “lucente” e nemà “filo” a causa degli stami dei suoi fiori.

ANTHURIUM o ANTURIO
Famiglia Araceae
Caratteristiche
L’origine degli Anthurium è tropicale e subtropicale dell’America centrale e meridionale. Questa spettacolare erbacea perenne esotica è una delle piante più utilizzate per la produzione di fiore reciso.
Le foglie dell´Anthurium sono a forma di cuore, grandi e lucide. Il vantaggio del fiore reciso rispetto a molti altri è la durata del medesimo, ma tutta la pianta, se ben coltivata, è molto decorativa e adatta a vivere in appartamento, meglio se lontano dal sole diretto.
Le piante in commercio sono ibridi orticoli, ottenuti da incroci fra specie e varietà. Ogni varietà ha un nome, per esempio “California” a fiore rosso, “Montana” bianco, ecc. In natura esistono anche specie rampicanti.
Coltivazione
Tollera un livello di luminosità medio. In estate vive bene all’aperto, in ombra e al riparo dal vento.
Richiede temperature di 15-20 °C (minima 10 °C), non teme il caldo se è in ombra e con elevata umidità ambientale.
Non va collocato vicino a finestre o porte che vengono aperte spesso in inverno, né vicino a termosifoni o altre fonti di calore.
Dopo l’acquisto va rinvasato in un contenitore di poco più grande del precedente e poi ogni due o tre anni, in un vaso di una o due misure in più.
Utilizzare un terriccio per piante verdi o un terriccio universale di alta qualità.
Per la pulizia e la potatura dell’anthurium gli steli dei fiori appassiti e le foglie secche vanno recise tagliando il fusto alla base.
Utilizzate un paio di cesoie di buona qualità con lama molto affilata. Indossate sempre i guanti da giardinaggio: il lattice rilasciato dalle foglie può risultare fastidioso sulla pelle.
Richiede annaffiature regolari in estate e quando il riscaldamento è acceso. Svuotate il sottovaso dall’acqua non assorbita dopo 15 minuti. Può essere utile collocare il vaso su un sottovaso con biglie d’argilla immerse in un velo
d’acqua, per creare umidità sotto le foglie.
Vaporizzare spesso acqua sulle foglie, utilizzando acqua non calcarea o piovana.
Tipologie

ANTHURIUM ANDREANUM
È la specie più diffusa. Cresce spontaneamente in Colombia e abitualmente non supera i 50 cm di altezza. Le foglie hanno forma di cuore, sono verde scuro lucido, molto grandi e decorative. Dalla primavera all’autunno produce delle spate coriacee e cerose. Il colore originariamente era rosso intenso, ma col tempo sono state create delle cultivar caratterizzate da nuovi colori delle infiorescenze: bianco, rosa, fucsia. Anche lo spatice ha trovato nuove colorazioni, spesso a contrasto, come il giallo.

ANTHURIUM SCHERZERIANUM
È piuttosto contenuto, visto che di solito non raggiunge il mezzo metro di altezza. E’ forse la specie di più facile coltura in interni perché tollera anche la carenza di umidità. Ha foglie lanceolate verde scuro. Le infiorescenze sono cuoriformi, bianco, rosa, rosso o anche giallo. Lo spatice è decorativo perché ricurvo.
Curiosità
Il nome, dal greco, significa “fiore con la coda” in riferimento alla sua forma: sulle foglie colorate, chiamate “spate”, si erge lo spadice (infiorescenza) eretto o a anche a spirale, simile a una coda.

APHELANDRA
Famiglia Acanthaceae
Caratteristiche
L’Aphelandra o afelandra come più comunemente viene chiamata, è una incredibile pianta di origine tropicale molto apprezzata non solo per la bellezza delle sue foglie ma anche per i suoi fiori estremamente deliziosi.
Non sono piante particolarmente grandi infatti non superano il metro di altezza ed i 50-60 cm di larghezza, di aspetto compatto e molto apprezzate e coltivate, nei climi mediterranei in serra o in appartamento per la straordinaria bellezza delle loro foglie. Le foglie infatti sono di un bel colore verde scuro, lucide e con venature bianche più o meno estese a seconda della specie e della varietà. I fiori si formano alla sommità del fusto nel periodo estivo riuniti in spighe lunghe dai 5 ai 10 cm, piramidali formate da brattee di consistenza abbastanza coriacea e dai colori che variano dal giallo, al rosso, all’arancio dalle quali emergono i piccoli fiori.
È una pianta originaria del Brasile, che raggiunge non più di 60 cm di altezza, molto apprezzata per la bellezza delle sue foglie di colore verde intenso e con venature bianche piuttosto pronunciate nella pagina superiore e di colore verde chiaro nella pagina inferiore. I fiori possono essere gialli o color arancio a seconda della varietà, di forma tubolare o bilabiata con brattee di colore giallo, molto vistose lunghe fino a 10 cm.
Coltivazione
Come tutte le piante tropicali ama i climi caldi e umidi e non ama il freddo sotto i 15°C e il sole diretto. I nostri appartamenti, dove trovano una temperatura costante intorno ai 20°C, sono quindi l’habitat ideale.
Per coltivare la Aphelandra scegliamo una posizione luminosa ma non esposta direttamente ai raggi solari, che potrebbero ustionare le foglie delicate. Cresce bene anche in mezz’ombra. Evitiamo invece le correnti d’aria fredda spesso provocate dalle porte-finestre che vengono spesso aperte anche in inverno.
In estate possiamo spostarla sul terrazzo ma avendo cura di scegliere un posto ombreggiato.
Curiosità
Il genere Aphelandra comprende più di 200 specie. Originaria delle zone tropicali dell’America centrale e meridionale, questa pianta fu introdotta in Europa agli inizi dell’800. Viene chiamata “Pianta Zebra” in riferimento alle venature chiare delle foglie che spiccano sul verde, come le strisce del manto della zebra.

AUCUBA CROTONIFOLIA
Famiglia Garryaceae
Caratteristiche
Coltivazione
Puó essere coltivata in qualsiasi terreno purché non acquitrinoso, in pieno sole, a mezz’ombra o ombra totale. Prosperano in ombra se le estati sono molto calde. Tollerano terreni asciutti, inquinamento e venti salmastri.
Temperatura: sopporta anche 4-6° C in inverno. Non ama temperature superiori ai 20°C.
Luce: pianta rustica, tollera sia l’ombra che il pieno sole, ma non nei mesi e nelle ore più calde.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiature regolari in estate, diradate in autunno.
Substrato: non necessita di terreno particolare, purché leggero e ben drenato. Possono provocarle dei danni l’umidità unita al freddo persistente.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: è bene concimare la pianta nel periodo primaverile-estivo ogni 20-25 giorni.
Curiosità
Fu introdotta per la prima volta in Europa come pianta ornamentale dal botanico John Goefer nel 1783. È una pianta di origine giapponese che prende il nome dal termine con cui è conosciuta in Giappone, ovvero Ookiba. Alla varietà giapponese sono attribuite proprietà antimicotiche e antibatteriche.

BEGONIA
Famiglia Begoniaceae
Caratteristiche
Si tratta di uno dei più vasti generi di erbacee perenni adatte alla coltivazione in appartamento. Appartengono alla famiglia delle Begoniaceae e la loro origine è tropicale o comunque della fascia temperata calda del pianeta. Ne esistono circa 900 specie, di cui la maggior parte perenni, che possono essere divise in 3 gruppi principali: begonie tuberose, begonie rizomatose e begonie a radici fascicolate.
Le Begonia appartenenti al gruppo delle rex sono tra le più interessanti piante da foglia per le magnifiche colorazioni verdi, rosse o rosso porpora, rosa, grigie, sia maculate che screziate e anche solo monocolore.
I fiori sono appannaggio delle specie di Begonia semperflorens, piccoli, numerosi e prodotti quasi ripetutamente per tutto l’anno in vari colori
Coltivazione
Tutte le begonie amano il terreno uniformemente umido e ben drenante con un po’ di compost organico aggiunto. Puoi aumentare l’umidità intorno alla pianta mettendo il vaso su un sottovaso con ghiaia umida o posizionando un umidificatore nelle vicinanze.
La maggior parte delle begonie preferisce una posizione luminosa ma senza esposizione diretta alla luce solare intensa. Evita il sole diretto nelle ore più calde della giornata. Alcune varietà di begonie possono tollerare ombra leggera.
La begonia è una pianta che preferisce temperature moderate. In generale, si adattano bene a temperature comprese tra i 18°C e i 24°C. Evita temperature estreme e sbalzi di temperatura improvvisi.
L’irrigazione regolare e costante è importante per mantenere le piante sane tutto l’anno. Il terreno dovrebbe rimanere sempre umido, ma mai troppo bagnato, poiché ciò potrebbe causarne marciume. Annaffia la begonia quando il terreno in superficie risulta asciutto al tatto. Assicurati di non lasciare ristagnare l’acqua nel sottovaso o nel piattino, poiché l’eccesso di umidità può causare marciume radicale. Evita anche di bagnare eccessivamente le foglie per ridurre il rischio di malattie fungine.
Rimuovi regolarmente le foglie morte, appassite o danneggiate per mantenere la pianta in buona salute. Puoi anche sfoltire la pianta se diventa troppo densa.
Tipologie
BEGONIE TUBEROSE
Sono caratterizzate da un grosso tubero nerastro, che presenta una depressione nella parte centrale. I fusti sono cespugliosi e molto corti; le foglie, molto decorative, sono larghe e cordate; i fiori possono essere semplici o doppi, grandi o piccoli e di solito presentano colori molto vivaci.
BEGONIE RIZOMATOSE
Presentano fusti rizomatosi striscianti e foglie molto decorative. Sono coltivate per la bellezza del fogliame, essendo i fiori poco numerosi e di scarso interesse decorativo.
BEGONIE A RADICI FASCICOLATE
Presentano foglie piccole e fusti più o meno alti e lignificati.
Curiosità
Il nome fu dato al genere da Linneo in onore di Michel Begon, governatore di Santo Domingo e grande sostenitore degli studi botanici.

CALADIUM o CALADIO
Famiglia Araceae
Caratteristiche
Proviene dall’America meridionale, ed è stata importata in Europa già nell’ottocento; durante i decenni di coltivazione gli ibridatori hanno dato vita a cultivar ed ibridi di colore vario; tipicamente il fogliame del caladium ha margine verde, mentre la pagina della foglia è di colore bianco, dal rosso al bianco candido, spesso con le venature rimarcate da colori molto contrastanti col colore di base dell’intera foglia.
Le foglie infatti, molto decorative per la loro colorazione sono grandi e cuoriformi, più o meno sagittate e appuntite, con nervature e sfumature che vanno dal bianco al rosso intenso. Hanno piccioli che spuntano direttamente dalle gemme sul tubero e possono raggiungere la lunghezza di 60 cm. Le infiorescenze, profumate e di colore bianco o verdastro, presentano uno spadice più corto della spata, ma non hanno grande interesse decorativo. Le piante che si trovano in commercio attualmente sono ibridi derivati dal Caladium bicolor. Le piante a foglie lanceolate derivano invece dal Caladium picturatum.
Coltivazione
Il Caladio si rinvasa ogni anno con torba a reazione acida e sabbia per favorire il drenaggio dell’acqua in eccesso. La temperatura invernale quando i tuberi riposano dovrà essere di 15°/16° fino al mese di marzo, quando invece essi riprenderanno il ciclo di vegetazione di dovranno avere circa 21°/24°, una buona luminosità, ma non sole diretto.
Ricordatevi che questo tipo di pianta non va mai esposta a temperature troppo basse perché le foglie andrebbero progressivamente ad indebolirsi e ad appassire. È comunque consigliabile coltivare il Caladio in piena terra solamente nelle zone con clima molto caldo, essendo questa pianta originaria delle zone tropicali.
Come per molte altre piante, bisognerà fare attenzione ad apportare la giusta quantità di acqua e permettere un ottimo drenaggio a quella in eccesso. Se il rizoma verrà piantato con la punta in alto le nuove piantine saranno maggiormente alte, viceversa, cioè piantato con la punta in basso, le nuove nate saranno più basse.
Tipologie
Il genere è costituito da una quindicina di specie ma, visto il successo come pianta da serra o da appartamento, oggi sono disponibili un gran numero di ibridi e cultivar interessanti per le diverse dimensioni e colorazioni del fogliame.
Curiosità
Il caladio viene chiamato in inglese “Angel wings” ali d’angelo per la bellezza delle sue grandi foglie cuoriformi e di colori diversi a seconda della varietà.

CALATHEA o CALATEA
Famiglia Marantaceae
Caratteristiche
È un genere di pianta erbacea perenne originaria dell’America Tropicale è apprezzata per il bel fogliame di dimensioni e tonalità variabili. Spesso confusa con la Maranta, che può apparire molto simile ma in realtà non appartiene alla stessa specie botanica.
È una pianta erbacea e rizomatosa che in natura riesce ad arrivare ad avere un fusto di oltre 1 metro, ma coltivata in vaso non supera i 50 cm.
Le foglie si caratterizzano per la loro colorazione: nella parte superiore infatti la foglia può avere colori accesi mentre la parte inferiore è rosso-violacea.
I fiori non hanno alcun valore decorativo e passano inosservati nelle coltivazioni in vaso.
Coltivazione
Si può coltivare in serra, vasi o terrari; richiede ambienti caldi, ombreggiati ad elevata umidità, annaffiature regolari per mantenere umido il terriccio. Se coltivata in vaso somministrare fertilizzanti liquidi due volte al mese, diradando le somministrazioni d’inverno.
Teme il freddo (non scendere sotto i 18° per troppo tempo), le foglie colpite presentano zone decolorate che si accartocciano, in caso di ristagno d’acqua per cattivo drenaggio o eccessive annaffiature le foglie si afflosciano con i bordi macchiati e raggrinziti, al contrario una bassa umidità ambientale o annaffiature troppo rade seccano la punta e i margini delle foglie. Per mantenere un’umidità costante è consigliato l’uso di un sottovaso con dei ciottoli tenuti sempre a bagno.
Tipologie
Appartengono alla famiglia delle piante denominate Calathea ben 150 specie differenti.
Tra le specie di calatea conosciute e tutte utilizzate come piante ornamentali vanno indicate le più note:
Calathea insignis o Lancifolia
che presenta foglie ondulate lunghe anche 45 cm di colore verde a volte con macchie scure da una parte e in quella inferiore rosso porpora.
Calathea lindeniana
che presenta poche foglie di colore verde scuro con strisce verde oliva nella pagina superiore, e marrone rossiccio nell’altra parte.
Calathea makoyana
è una pianta molto diffusa in natura. Le sue foglie sono verdi chiaro nella parte superiore e rosso in quella inferiore.
Calathea ornata
che arriva da regioni della Guyana e della Columbia. Le sue foglie sono strette e lunghe fino a 20 cm. La parte superiore verde scuro con strisce avorio, quella inferire rosso porpora.
Calathea zebrina
invece ha delle belle foglie la pagina superiore delle foglie è vellutata e di color verde smeraldo, quella inferiore è color porpora.
Curiosità
Il nome calatea deriva dal vocabolo greco “kalathion” e significa panierino: probabilmente dovuto alla forma dei suoi esili fiori.
La pianta ‘solleva’ le foglie di notte: produce in pratica un movimento nictinastia che altro non è che una risposta agli stimoli luminosi. Il movimento è dettato da un dispositivo presente nella pianta detto pulvinulo, che agisce come una fotocellula: quando nell’ambiente non c’è abbastanza sole le foglie salgono in su cercando fonti luminose.
La calathea è una pianta sicura per ambienti dove sono presenti bambini e animali domestici, perché non è tossica.

CODIAEUM o CROTON
Famiglia Euphorbiaceae
Caratteristiche
Al genere Codiaeum appartengono alcune specie di arbusti sempreverdi, originari dell’Asia; il croton è un arbusto di piccole o medie dimensioni, originario delle isole del Pacifico ed il Croton è l’unica coltivata come pianta ornamentale tra le varie specie di arbusti del genere Codiaeum. Ha foglie di grandi dimensioni, vistosamente variegate di vari colori, giallo, arancio, rosso o rosa; esistono numerose varietà, con foglie di dimensione varia, ovali o allungate, anche lobate. Pianta molto apprezzata per il fogliame decorativo, in estate produce anche piccoli fiori, riuniti in lunghe pannocchie arcuate, assai poco decorativi rispetto alle foglie colorate.
Coltivazione
I Croton amano il caldo, quindi anche d’inverno è bene che la temperatura non sia inferiore a 13-15 °C. Meglio però non posizionare le piante accanto a termosifoni o in prossimità di vetrate o porte di accesso da cui potrebbe spirare aria fredda. E’ altresì importante disporre le piante in ambienti luminosi, anche in pieno sole, questo per favorire l’intensificarsi dei colori fogliari.
Le innaffiature vanno accuratamente distribuite per garantire sempre una certa umidità del terreno (che non deve essere fradicio). Una o due nebulizzazioni settimanali sono sempre gradite. Quindi nel periodo estivo si avrà cura di innaffiare spesso ma evitando i sottovasi colmi, mentre d’inverno si ridurrà l’apporto di acqua ma senza lasciar seccare il terreno.
Il terreno è preferibile se composto da una buona quantità di terriccio pronto, circa 2/3, a cui si aggiunge un terzo di humus o compost o terriccio di foglie, ottime quelle di faggio e un po’ di sabbia.
Come tutte le Euforbiaceae contengono un lattice bianco, molto velenoso che quando si taglia un ramo o una foglia si ha la sua fuoriuscita. Questo latice, di colore biancastro può essere irritante e tossico.
Tipologie
Le varietà esistenti di Croton sono tantissime – di cui alcune ibride ottenute da incroci di varietà diverse – e che differiscono tra loro per il diverso colore delle foglie. Tutte sono comunque molto ornamentali, ricordiamo le principali:
Croton o Codiaeum variegatum pictum
ha un portamento colonnare e fusti alti circa 1, 5 m ricoperti da foglie nastriformi di colore verde scuro.
Croton o Codiaeum variegatum Sunny Star
si tratta della varietà più resistente al freddo e alla siccità. I suoi arbusti presentano foglie lanceolate di color giallo oro con zone apicali verde scuro.
Croton o Codiaeum variegatum Gold Sun
varietà a sviluppo arbustivo con foglie ovali verde chiaro e chiazze gialle.
Croton o Codiaeum Petra
varietà di alto pregio ornamentale: ha foglie ovate, colorate di verde, screziate di rosso o di giallo lungo le nervature; le tonalità variano in base all’intensità della luce.
Curiosità
Il suo nome scientifico, Codiaeum, deriva da “Kodiho”, denominazione attribuitagli nel suo luogo d’origine, ossia in Malesia. Molto probabilmente tale termine si rifà ad un corrispettivo greco che significa “capo”, a indicare l’usanza degli indigeni di intrecciare le foglie di questa pianta per farne ghirlande da portare in occasione di importanti cerimonie religiose.

CYCLAMEN o CICLAMINO
Famiglia Primulaceae
Caratteristiche
I Cyclamen o più comunemente i ciclamini, sono erbacee perenni tra le più apprezzate per la forma graziosa dei fiori, spesso profumati e l’eleganza del fogliame. Da un tubero tondo e appiattito si sviluppa un gruppo di foglie rotonde con lineature o variegature argentee o in varie sfumature di verde, sorrette da piccioli allungati. I fiori sono tubulosi a cinque lobi, in vari colori a seconda della varietà, dal rosso al bianco puro passando per molte sfumature di rosso e rosa. I petali sono rivolti verso l’alto e conferiscono ai ciclamini un aspetto molto caratteristico. In alcune varietà sono increspati o doppi. I fiori sono singoli e portati anch’essi da lunghi piccioli che si sviluppano dal centro del fogliame. In genere la fioritura dei Cyclamen, inizia in autunno nelle varietà più precoci per protrarsi fino al termine dell’inverno. L’origine di queste piante è mediterranea, ma ormai sono presenti nei cataloghi di tutto il mondo. Raggiungono al massimo i 30-35 cm di altezza, ma sono più comuni le varietà medie e nane.
Coltivazione
La principale causa di deperimento dei ciclamini da appartamento è l’eccesso di calore provocato da termosifoni o stufe. La temperatura ideale non deve essere inferiore a 16-18 °C, con una umidità costante ed elevata dell’aria. A tal fine è bene nebulizzare periodicamente le piante evitando di farlo quando sono in piena fioritura. Un consiglio: ponete i vasi con i ciclamini sopra uno strato di argilla espansa o ghiaia, in sottovasi ampi dove avrete cura di evitare il contatto del terreno con l’acqua.
Tipologie
CYCLAMEN PERSICUM
Provenienza: mediterraneo orientale.
Altezza massima 20 cm.
Semirustica, con foglie variegate, produce grandi fiori che sbocciano nel periodo invernale. Si tratta del ciclamino che si trova in commercio. Presenta un tubero appiattito e nero e foglie cuoriformi con la pagina superiore verde macchiata di bianco e quella inferiore rossastra. I fiori, lunghi 2-3 cm, sono profumati e presentano l’interno porpora, potendo essere il resto della corolla di colore variabile dal bianco al salmone al rosa al rosso.
Le varietà a fiori grandi più coltivate sono:”Cardinal”, a fiori scarlatti, ”Cristatum”, con fiori color salmone, ”Pink Pearl”, con fiori rosa, ”Perfection Mixed”, a fiori in diverse tonalità di rosso, rosa, malva, bianco, ”Punctatum”, con fiori maculati di rosso scuro, ”Sanguineum”, a fiori rosso vivo, ”Victoria”, con fiori bicolori, rosso e bianco, con margini increspati.
CYCLAMEN NEAPOLITANUM
Originaria dell’Italia e della Grecia, questa specie rustica raggiunge i 10 cm di altezza. Ha foglie, verde scuro con variegature argentee sulla pagina superiore e rosse su quella inferiore, che spuntano in autunno, dopo la comparsa dei fiori, che possono assumere colorazione variabile dal malva al rosa pallido al bianco.
Curiosità
L’etimologia del suo nome deriva dal greco e ha il significato di “cerchio“ gli antichi greci ritenevano che il ciclamino fosse il fiore della fecondità, in quanto la forma del suo fiore rievocava l’immagine dell’utero femminile.

DRACAENA o DRACENA
Famiglia Liliaceae
Caratteristiche
La Dracaena è una delle piante da appartamento più apprezzate, anche se poco conosciute. Chi ne possiede una, la considera una specie dall’elevata resa ornamentale. Stiamo parlando della dracena o dracaena, arbusto di media grandezza che cresce nei climi caldo-umidi. Per questa sua caratteristica, la dracena si presta ad essere coltivata in ambienti domestici, al chiuso e in vaso. Certo, la pianta va posta in zone ben illuminate, quindi non al buio o all’ombra, ma lontano dalle correnti d’aria.
Alcune specie vengono vendute con il nome di “tronchetto della felicità”; rametti sottili e attorcigliati ricevono invece il nome di “lucky bamboo”.
In natura, tra le grandi foglie allungate, sbocciano anche piccoli fiori profumati, raccolti in sottili spighe, a volte pendule; questi fiori difficilmente vengono prodotti dalle piante coltivate in vaso, anche se talvolta capita, in primavera, diffondendo nell’aria dell’appartamento un profumo molto intenso e piacevole.
Coltivazione
Queste piante hanno il pregio di abituarsi ed adattarsi anche alle condizioni più estreme, sono quindi adatte ad essere poste nell’angolo tra i divani, sulle scale, nei negozi o negli uffici. Anche se sopravvivono in conduzioni non favorevoli, ciò non significa che si trovino sempre bene; in effetti se il clima e la luce non sono adatti prima di tutto non fioriscono, inoltre tendono a presentare il fogliame rovinato, si ammalano con facilità, o perdono di colorazione.
Visto che l’elemento di maggior decoro di queste piante sono le foglie, è forse bene imparare a coltivarle al meglio, in modo da sfruttare al massimo le loro caratteristiche.
Anche se possono sopportare di vivere in un angoletto buio della casa, le dracaena non disdegnano una buona illuminazione, non diretta, ma diffusa, come quella che si può avere nei pressi di una finestra, o in un vano scale luminoso; se ne abbiamo la possibilità, ricordiamo di spostarle all’aperto in estate, in un luogo semiombreggiato, ma ben luminoso.
Temono il freddo, e vanno coltivate in zone con temperature minime non inferiori ai 10-12°C, evitiamo comunque di coltivarle in un luogo torrido, soprattutto se molto asciutto.
La dracaena sopravvive anche a lunghi periodi di siccità, riprendendosi rapidamente quando le viene nuovamente somministrata acqua; per ottenere ciuffi di foglie rigogliosi è però bene annaffiare con regolarità, soprattutto quando il clima è caldo, o abbiamo l’impianto di riscaldamento attivo; oltre ad annaffiare il terreno nel vaso, non appena si sia ben asciugato, ricordiamo di fornire acqua anche attraverso vaporizzazioni della chioma: il fogliame delle dracene coltivate in clima secco tende a disseccare in punta, perdendo parte della sua bellezza. Ogni 12-15 giorni aggiungiamo all’acqua delle annaffiature poco concime per piante verdi.
Tipologie
Il genere Dracaena è composto da circa 40 specie di alberi e arbusti succulenti, originari soprattutto dell’Africa e delle isole circostanti, ma ce ne sono anche alcune in Asia meridionale e una in America centrale. Ciò rende le loro caratteristiche molto diverse nonostante condividano la genetica e decorare qualsiasi area con loro è un piacere.
Solo alcune varietà di dracena sono coltivate in vaso. Tra queste le più diffuse sono:
Dracena marginata
caratterizzata da foglie piuttosto sottili che crescono in ciuffi, di colore verde con striature rosse e gialle.
Dracena fragrans
detta anche tronchetto della felicità, ha foglie larghe, di colore verde con striature gialle, può raggiungere anche i due metri di altezza.
Dracena braunii o sanderiana
commercializzata con il nome di “Lucky Bamboo”, viene spesso venduta con le radici in acqua, ha un fusto sottile e flessibile, le foglie ovali, non molto grandi, con striature verdi e bianche.
Dracena deremensis
ha un fusto di colore verde sul quale sono disposte a spirale le foglie semi erette di colore verde scuro, con due bande longitudinali argentate; la dracena draco presenta sulla parte superiore del fusto, di colore grigio scuro, ciuffi di foglie strette e lunghe, di colore verde cupo dalle quali, un tempo, veniva estratta una resina rossa, il “sangue di drago”, utilizzata per la preparazione di vernici usate per gli strumenti musicali a corda.
Curiosità
Dracaena proviene dal greco drakaina, ovvero femmina di drago: deriva dal fatto che da una delle specie, dracaena draco, si estrae da millenni una resina utilizzata come colorante, per ottenere la tonalità sangue di drago.

FICUS BENJAMINA
Famiglia Moraceae
Caratteristiche
È una pianta sempreverde originaria delle zone tropicali dell’Africa e dell’Asia. Appartiene alla famiglia delle Moracee e all’interno del suo gruppo comprende specie molto variegate: da alberi a rampicanti, piante sempreverdi e piante a foglia caduca.
Un elemento che però accomuna tutte le specie è la presenza dei siconi: si tratta di infiorescenze contenenti fiori unisessuali (tutti maschi o tutti femmina). Un’apertura nella parte superiore facilita l’accesso agli insetti per l’impollinazione.
La pianta produce un liquido irritante per la pelle e per gli occhi. Quest’ultimo, prodotto nei canali laticiferi, in alcune zone viene sfruttato per la creazione delle gomme.
il Ficus è una pianta da interni che non richiede molte cure, ma bisogna fare attenzione a piccole cose: ci sono dei piccoli trucchi per essere certi che il vostro Ficus cresca forte e con tantissime foglie!
Coltivazione
Per quanto riguarda l’annaffiatura, state attente a bagnarlo solo quando la zolla di terreno è asciutta e non dimenticate di pulire le foglie, anche se ci vuole molta pazienza, con una spugnetta umida per eliminare la polvere.
Il clima ideale per il ficus è quello caldo e umido…molto difficile da creare nelle case quando fuori fa freddo. La prima necessità quindi è mantenere terriccio e chioma umidi. Il terriccio deve essere sempre umido ma lasciatelo asciugare in superficie tra un’annaffiatura e l’altra. Una volta al mese può essere aggiunto all’acqua del fertilizzante azotato.
In estate è bene lasciare la pianta all’esterno, ma non alla luce diretta del sole. Portatela in casa già a settembre, in questo modo si abituerà gradualmente alle temperatura della nuova dimora.
È importante poi che sia posizionata in un luogo lontano da correnti d’aria e fonti di calore, ad esempio i caloriferi, e ben illuminato, ma non esposto direttamente ai raggi . Per dare alla pianta tutte le cure necessarie ricordatevi di girarla di 180° almeno una volta a settimana, in questo modo tutta la chioma riceverà luce.
Eliminate senza paure foglie e rami secchi o rovinati, soprattutto se la pianta è molto folta … togliete qualche ramo all’interno, in questo modo sarà garantita l’aerazione.
Il Ficus deve stare in un vaso contenente del terriccio organico leggero e ben drenato, per questo ficus è adatto un concime liquido, che deve essere diluito nell’acqua d’irrigazione, ogni 15 gg in primavera-estate e 1 volta ogni 2 mesi in autunno-inverno.
Tipologie
Il genere Dracaena è composto da circa 40 specie di alberi e arbusti succulenti, originari soprattutto dell’Africa e delle isole circostanti, ma ce ne sono anche alcune in Asia meridionale e una in America centrale. Ciò rende le loro caratteristiche molto diverse nonostante condividano la genetica e decorare qualsiasi area con loro è un piacere.
Solo alcune varietà di dracena sono coltivate in vaso. Tra queste le più diffuse sono:
Dracena marginata
caratterizzata da foglie piuttosto sottili che crescono in ciuffi, di colore verde con striature rosse e gialle.
Dracena fragrans
detta anche tronchetto della felicità, ha foglie larghe, di colore verde con striature gialle, può raggiungere anche i due metri di altezza.
Dracena braunii o sanderiana
commercializzata con il nome di “Lucky Bamboo”, viene spesso venduta con le radici in acqua, ha un fusto sottile e flessibile, le foglie ovali, non molto grandi, con striature verdi e bianche.
Dracena deremensis
ha un fusto di colore verde sul quale sono disposte a spirale le foglie semi erette di colore verde scuro, con due bande longitudinali argentate; la dracena draco presenta sulla parte superiore del fusto, di colore grigio scuro, ciuffi di foglie strette e lunghe, di colore verde cupo dalle quali, un tempo, veniva estratta una resina rossa, il “sangue di drago”, utilizzata per la preparazione di vernici usate per gli strumenti musicali a corda.
Curiosità
Un tempo si riteneva che questa pianta fosse sacra, per cui era usanza coltivarlo in prossimità dei templi, di cui era custode.

FICUS GINSENG
Famiglia Moraceae
Caratteristiche
Il Ficus Retusa o meglio conosciuta come Ficus Ginseng è una pianta molto diffusa e davvero molto decorativa!
per tradizione viene coltivata a bonsai, essendo resistente, di facile adattamento alle condizioni interne di un appartamento, se viene lasciata ad una crescita libera, magari nelle zone dove può vivere all’aperto, può diventare anche molto grande.
Il Ficus Ginseng è molto malleabile e di facile mantenimento, è una tipologia di bonsai micro carpa, le cui dimensioni, d’ altronde come tutte quelle degli altri bonsai, sono abbastanza contenute. Si tratta di una “miniatura” di un albero che raggiunge i venti-venticinque metri di altezza e proviene dall’ Asia e dall’ Australia. Il Ficus Ginseng per bonsai ovviamente è molto più piccolo, al massimo può raggiunge i centotrenta centimetri. Inoltre, si tratta di una pianta sempreverde.
Il tronco di questo Ficus è robusto e sinuoso, con la corteccia molto chiara, a volte segnata da chiazze bianche orizzontali. Negli esemplari adulti la base del tronco si presenta ricca di radici contorte che suscitano sempre una forte impressione; ma la caratteristica che rende il Ficus unico tra i bonsai, è quella delle radici aeree: le quali, partendo dai rami arrivando fino a terra, diventando a loro volta dei tronchi secondari. Le foglie sono ovali, appuntite, di un bel verde intenso, inoltre, non è raro veder fruttificare questa pianta, che produce dei piccoli fichi giallognoli.
Coltivazione
Riesce a vegetare bene in ambienti poco luminosi, dove altre piante non riuscirebbero a sopravvivere e richiede pochissime cure per vivere in salute. La resistenza al freddo è influenzata anche dalla maturazione del legno che inizialmente si presenta succulento e morbido: in seguito ad un’esposizione adeguata al sole i tessuti si compattano e la percentuale di amidi e lattice al loro interno aumenta, garantendo un abbassamento della temperatura di congelamento. L’illuminazione artificiale può essere un supplemento alla scarsità di sole; nel caso di ambienti secchi può essere utile vaporizzare regolarmente le foglie con acqua non calcarea e non clorata.
Il Ficus, essendo una pianta che vive in casa, vegeta praticamente tutto l’anno, perciò le concimazioni dovranno essere continue, diradandone la frequenza solo nei mesi di novembre e dicembre. Il concime può essere liquido (da somministrare ogni 10-15 giorni) o solido a lenta cessione (somministrare ogni 40-50 giorni).
Curiosità
La sua storia è millenaria e gira attorno alla Cina: in un dipinto funerario del Principe Zhang huai, del 705 d.c., viene raffigurato anche un valletto che porta un vaso contenente un Ficus retusa. Un’interessante teoria riguarda il fatto che il nome “ginseng” sia derivante dalle parole cinesi “Jen-Shen”, che significano “pianta dell’uomo” in quanto le radici stesse assomigliano alle gambe di una figura umana. Allo stesso tempo, se guardate bene, potete trovare una somiglianza anche con quelle della famosa pianta curativa (si, proprio quella da cui deriva anche il famoso caffè!) con la quale però non ha nessuna parentela botanica.
Appassionanti credenze indiane affermano poi che i ficus che crescono attorno alle case assicurino la protezione degli Dei: un’ulteriore conferma del valore che veniva conferito a questa pianta nei confronti dell’uomo.

FICUS TINEKE
Famiglia Moraceae
Caratteristiche
È una pianta da interni, che può essere coltivata sia in vaso che nel terreno, in vaso può raggiungere un’altezza pari a 1,5 m., mentre nel terreno può arrivare anche a 12 m., ha foglie molto grandi, lucide, ondulate di colore verde. Difficilmente riesce a fiorire in appartamento, affidando la propria bellezza esclusivamente al fogliame molto decorativo. E’ una pianta facile da coltivare e richiede pochi accorgimenti per regalare il meglio di sé in ogni stagione dell’anno.
La varietà Ficus elastica tineke con fogliame molto decorativo, variegato color panna è leggermente più delicata delle altre. Le foglie sono grandi, ovate e terminano a punta, la lamina, è di un bel verde scuro lucido.
Coltivazione
Va collocato in una zona luminosa della casa, evitando però che venga colpito dai raggi diretti del sole, specie nelle ore più calde della giornata. Non tollera il freddo ed è per questo che va tenuto in casa per gran parte dell’anno, azzardando l’esposizione in esterno esclusivamente nella bella stagione. Nelle zone con clima mite si può coltivare direttamente in piena terra, dove raggiungerà dimensioni ragguardevoli.
Deve essere irrigato con regolarità, lasciando che il terreno si asciughi leggermente tra un intervento e l’altro. Nel corso della stagione invernale le irrigazioni devono essere sensibilmente diminuite.
Nel corso della stagione vegetativa deve essere concimata con un fertilizzante liquido, mescolato all’acqua delle irrigazioni un paio di volte al mese.
Curiosità
Ficus elastica è anche conosciuto come “pianta della gomma” per via della linfa bianca che rende i tessuti “gommosi”. Questa linfa per di più rende la pianta non pet-friendly e, come dicevamo, è consigliato anche alle persone indossare dei guanti protettivi quando va a potare.

NEOREGELIA
famiglia Bromeliaceae
Caratteristiche
Le Neoregelia è una pianta molto diffusa nei nostri appartamenti sia per la sua semplicità di coltivazione sia per la sua bellezza. La pianta più conosciuta di questa famiglia è l’ananas, è una pianta perenne, sempreverde con foglie lunghe anche 30 cm. disposte a rosetta attorno a una cavità centrale detta “vaso”, nella quale in natura si raccoglie l’acqua piovana. Un’altra sua caratteristica è il cambio di colore che subiscono le foglie più interne quando compaiono i fiori assumendo colorazioni rosse o rosa molto vivaci e assai caratteristiche, al centro delle foglie oppure all’apice.
Coltivazione
La Neoregelia non è di difficile coltivazione. Vive bene a temperature fino a 27°C. Richie una buona luce ed anche la luce diretta del sole, eccetto che nelle ore più calde della giornata. D’inverno le temperature non devono scendere sotto i 10°C. Non utilizzare mai lucidanti fogliari e pulire le foglie con un panno morbido inumidito con acqua.
Dalla primavera e per tutta l’estate la Neoregelia va annaffiata con moderazione, è preferibile usare acqua non calcarea che lascerebbe dei sgradevoli depositi sulle foglie. Durante il periodo estivo è bene spruzzare le foglie quasi quotidianamente in modo da mantenere intorno alla pianta un ambiente umido.
Importante non lasciare ristagni idrici nel sottovaso che non sono graditi.
La Neoregelia è una pianta a crescita abbastanza lenta per cui non necessitao di grandi quantità di fertilizzante. Dalla primavera e per tutta l’estate si concima ogni 2 settimane con un concime liquido da diluire nell’acqua di irrigazione dimezzando le dosi rispetto a quanto riportato sulla confezione. E’ importante fare attenzione a non mettere il fertilizzante (o qualunque altra sostanza) nel pozzetto centrale in quanto potrebbe bruciare le foglie o provocare lo sviluppo di alghe nocive per la pianta.
Tipologie
Tra le tante specie appartenenti al genere neoregelia ricordiamo le più diffuse e le più facili da coltivare in vaso:
Neoregelia carolinae
originaria del Brasile, si riconosce per le sue foglie nastriformi di colore verde-bronzato disposte a costituire una rosetta centrale molto espansa. Prima della fioritura, le foglie interne della rosetta assumono bellissime sfumature rosso-aranciate. Produce un’infiorescenza globosa, formata da brattee di colore rosso-arancio o rosso-carminio nel cui centro si originano piccoli fiorellini violacei con margini bianchi. In commercio si trovano cultivar nane come la varietà Marechalii.
Neoregelia carolinae tricolor
è la varietà più diffusa e ricercata che si distingue dalle altre per le sue bellissime foglie di colore verde chiaro con evidenti striature di colore bianco avorio. Produce infiorescenze avvolte da brattee rosso-rosate.
Neoregelia concentrica
una varietà molto particolare formata da una rosetta appiattita di foglie verdi con chiazze di colore porpora e con margini spinosi. Produce un’infiorescenza formata da fiori rosa-violacei.
Neoregelia farinosa
presenta una rosetta di foglie nastriformi di colore bruno-porpora, con la pagina inferiore ricoperta di scaglie bianco-argentate. Le foglie centrali assumono un colore rosso vivo e l’infiorescenza è formata da piccoli fiori porpora.
Neoregelia spectabilis
in questa specie la rosetta è composta da foglie lunghe circa 40 cm con lamina superiore di colore verde metallico, con bande bianche, e lamina inferiore con bande porpora chiaro. Gli apici delle foglie sono rossi e l’infiorescenza è formata da numerosi fiorellini blu, protetti da brattee rosse.
Curiosità
Il genere neoregelia porta il nome in onore del botanico E. Albert von Regel vissuto nel XIX secolo.
La neoregelia viene chiamata anche Aregelia o Nidularum.

PACHIRA AQUATICA
Famiglia Bombacaceae
Caratteristiche
La Pachira aquatica è una bella pianta d’appartamento della famiglia delle Bombacacee (la stessa del baobab) originaria del Messico e del nord del Brasile. Nelle zone di origine si sviluppa in piena terra e raggiunge le dimensioni di un albero: può raggiungere anche 20 metri di altezza. Le foglie sono di colore verde intenso della lunghezza di circa 30 cm. In appartamento in vaso, la pianta raggiunge l’altezza massima di 2 metri. Le piante vendute dai vivaisti sono particolarmente decorative grazie a una pratica messa in atto artificialmente: i fusti, facilmente plasmabili, man mano che crescono vengono intrecciati fra di loro e così rimangono.
Coltivazione
Temperatura
Quella ideale per la coltivazione della pachira è compresa fra i 18 e i 20°C. In autunno-inverno devono essere tenute in casa, in piena luce, mentre in estate, quando le temperature si sono stabilizzate, dovrebbero essere trasferite all’aperto, in una posizione riparata dal sole che, se diretto, può causare l’ustione delle foglie.
Irrigazione
Durante la primavera e l’estate annaffiare abbondantemente, meglio se con acqua non calcarea, facendo in modo che il terriccio rimanga sempre umido ma non fradicio. Attenzione a non lasciare acqua nel sottovaso. È consigliabile appoggiare la pianta sopra a un sottovaso (un po’ più grande della circonferenza del vaso) pieno di argilla espansa da mantenere costantemente umida: questo sistema garantisce un maggior grado di umidità dovuto all’evaporazione dal sottovaso. Durante l’inverno annaffiare con più moderazione mantenendo il terriccio leggermente umido. Tenere la pianta lontana dalle correnti d’aria e dalle fonti di aria calda (per esempio il riscaldamento).
Curiosità
Nelle regioni dell’estremo Oriente la pianta viene chiamata “albero dei soldi” o “albero della buona sorte”. La credenza vuole infatti che la pianta sia in grado di attirare la fortuna, i soldi e il tronco intrecciato sia in grado di trattenerli. Non tutti credono a queste leggende, c’è chi ci crede e chi invece si domanda se la pianta ha davvero questi “poteri”. A volte però, capita che anche i più scettici decidano di portarne a casa una, così…per scaramanzia!

POTOS o POTHOS
Famiglia Araceae
Caratteristiche
Il genere Scindapsus (o Epipremnum aureum), meglio noto come Pothos o potos, appartiene alla famiglia delle Araceae ed è originario delle isole Salomone. Comprende specie e varietà sempreverdi, molto apprezzate soprattutto per la loro facilità di coltivazione.
Ha una notevole capacità di adattamento e resistenza alle condizioni più sfavorevoli: infatti sopporta lunghi periodi senz’acqua, temperature fuori dal suo range vitale, prospera in vari tipi di substrato o anche nella sola acqua, è resistente a parassiti e malattie, e cresce molto in fretta. Queste sue caratteristiche le possono valere il soprannome di “pianta degli smemorati”, in quanto sopravvive pure se ci si dimentica di lei per mesi, ed in condizioni disperate si riprende quasi sempre.
I Pothos, sono vegetali rampicanti che possono essere coltivati sia come piante ricadenti che come rampicanti se dotate di opportuno tutore. Hanno grandi foglie ovali o cuoriformi, lucide, leggermente cerose, spesse e rigide, che si sviluppano su lunghi rami volubili, da cui spuntano radici aeree che permettono alla pianta di abbarbicarsi su qualsiasi sostegno; tipicamente si coltivano come rampicanti, ponendo nel loro vaso un tutore alto fino a un paio di metri, su cui la pianta si sviluppa; le varietà a foglie piccole spesso si coltivano in paniere appesi, come piante ricadenti. Esistono molte varietà di questa specie, generalmente con fogliame variegato di giallo, di bianco, di bianco rosato.
Coltivazione
Temperature
Sono piante che si adattano facilmente a tutti gli ambienti. Non hanno particolari esigenze climatiche tanto che le temperature possono oscillare tra i 13 ed i 27 °C. Temono però le correnti d’aria fredda dalle quali vanno accuratamente protetti, specialmente durante la stagione fredda.
Luce
Amano la luce che favorisce la variegatura delle foglie ma non i raggi diretti del sole. Una scarsa luminosità farà perdere la screziatura delle foglie.
Terreno
Il tipo di terreno ideale per la pianta di Pothos è un substrato composto da due parti di torba, due parti di sabbia, una parte di perlite o lapillo lavico e una parte di terriccio organico.
Tipologie
Sono circa 40 le specie che lo compongono e sono praticamente tutte originarie delle foreste pluviali delle fasce tropicali ed equatoriali del continente asiatico. Tra quelle più comuni:
Scindapsus aureus
ha foglie verde acceso con maculature dorate o bianche: tra le più diffuse.
Scindapsus pictusfoglie
col verde medio variegate nell’argento. Steli molto lunghi adatti da far arrampicare o da far cadere da cestini.
Scindapsus trubii
foglie verde chiaro o verde scuro, alle volte con macchie bianche o argento. Il retro è più chiaro.
Curiosità
Negli ultimi anni il suo gradimento è ulteriormente aumentato per le sue doti di “depuratrice dell’aria”. Alcuni studi hanno infatti appurato che è in grado di assorbire una grande quantità di inquinanti derivanti dal traffico cittadino (come il benzene e il monossido di carbonio) oltre ad alcuni componenti delle vernici, molto comuni nei nostri appartamenti (il toluene e la formaldeide).

SANCHEZIA
Famiglia Acanthaceae
Caratteristiche
Si tratta di una specie arbustiva perenne sempreverde che può raggiungere i due mt. di altezza, con foglie opposte, di grandi dimensioni ovali, di colore verde intenso che in alcune cultivars possono essere variegate di bianco o di giallo.
I fiori, che compaiono durante il periodo estivo, sono riuniti in spighe apicali che emergono al di sopra del fogliame, provvisti di brattee di colore rosso dalle quali emerge una corolla tubolare di colore giallo intenso con 2 stami fertili emergenti e 2 stami sterile che rimangono all’interno corolla.
Coltivazione
Le Sanchezia sono piante che non richiedono particolari cure colturali pertanto sono di facile coltivazione.
Temperatura
Le temperature minime di coltivazione non devono essere inferiori a 13-16 °C durante tutto l’arco dell’anno.
Luce
Richiede luce intensa ma mai sole diretto.
Annaffiatura
Le annaffiature devono essere generose nel periodo primaverile-estivo aspettando però che il terreno si asciughi in superficie tra una annaffiatura ed un’altra mentre durante il periodo autunno – invernale, vanno sensibilmente ridotte. La Sanchezia è una pianta che teme la siccità tanto quanto i ristagni idrici.
Tipologie
La specie più coltivata è in assoluto la Sanchezia speciosa (o nobilis), caratterizzata da foglie ovali e lanceolate e da fiori gialli con brattee rosse riuniti in spighe, che difficilmente riescono a mostrarsi in tutta la loro bellezza nella coltivazione in appartamento, mentre colorano in modo spettacolare la pianta in caso di coltivazione in piena terra (laddove la temperatura lo consenta).
Curiosità
Il nome della Sanchezia ricorda quello di José Sanchez, professore spagnolo di botanica del XIX secolo.

SANSEVIERIA
Famiglia Agavaceae
Caratteristiche
Sansevieria, o meglio conosciuta come la lingua della suocera: è una pianta da interno molto diffusa e davvero semplicissima da curare!
La Sensevieria veniva coltivata in Austria già nel 1770 e ancora oggi gode di grande popolarità, legata certamente alla sua proverbiale resistenza.
È una pianta perenne con radici rizomatose. Le foglie, disposte a rosetta, sono consistenti e fibrose, di forma lanceolata più o meno allungata o cilindrica. Il colore è verde vivo con screziature chiare o in verde scuro e bande laterali chiare. Dura infatti molti anni e richiede solo rare annaffiature che però devono essere fatte correttamente: il segreto è annaffiarla raramente ma in abbondanza, perché è una pianta succulenta. Viene utilizzata come pianta ornamentale in casa o sul terrazzo.
Coltivazione
Desidera luce diffusa e temperatura calda e costante. Teme il freddo, resistendo fino a temperature minime invernali di 8-10 °C. Rischia di marcire facilmente a temperature al di sotto dei 6 °C, mentre sopporta bene gli ambienti caldo-secchi invernali degli appartamenti. Necessita di concimazione, con fertilizzanti liquidi somministrati con cadenza mensile. Le annaffiature devono darsi in maniera regolare diradandole nella stagione invernale. Il rinvaso o rinterro deve essere eseguito ogni anno in primavera, soprattutto se il ceppo si è infittito e affiorano le radici. Deve essere utilizzato a tal fine un terreno permeabile, composto da terricciato sabbioso di letame misto a terra d’erica.
Non usare mai dei lucidanti fogliari per pulire le foglie ma utilizzare un panno umido avendo cura di sorreggere le foglie per evitare che si spezzino.
Curiosità
Il nome di questa pianta deriva da quello di Raimondo di Sangrio principe di San Severo, vissuto nel Settecento. “Io ti stringo a me” è la frase legata a questa pianta, probabilmente perché nei paesi d’origine, e soprattutto in Guinea, dalle foglie si ricava una fibra utilizzata per la fabbricazione di lacci e corde.
In alcune zone africane le sansevierie vengono coltivate in fitte siepi attorno alle abitazioni, perché si crede che il loro fogliame, sormontato da una punta acuta, abbia il potere di allontanare gli spiriti del male.

SCHEFFLERA
Famiglia Araliaceae
Caratteristiche
La Schefflera è un delizioso arbusto che si armonizza con qualunque ambiente della casa ed è di facile coltivazione. Nel suo habitat naturale diventa un vero e proprio albero mentre coltivata nei nostri climi, diventa un arbusto dalle foglie grandi e molto decorative. La Schefflera è una pianta coltivata anche in appartamento per il bel fogliame e se coltivata in vasi di dimensioni adeguate da noi può arrivare fino a 2 m. di altezza.
Produce sottili fusti eretti, ramificati, che portano grandi foglie palmate, costituite da foglioline ovali, di diverse dimensioni a seconda delle specie, tipicamente coriacee e lucide, abbastanza spesse; nelle specie botaniche le foglie sono di colore verde, ma esistono molte cultivar soprattutto con fogliame variegato o striato, che in genere sono più diffuse come piante da appartamento rispetto alle specie a foglia in tinta unita.
La Schefflera è molto diffusa, soprattutto perché richiede poche cure, e anche se trascurata difficilmente soffre in modo irreparabile.
Coltivazione
La Schefflera va tenuta in luoghi molto luminosi ma non al sole diretto. Le temperature estive non dovrebbe superare i 24-25°C e d’inverno non dovrebbero scendere sotto i 13°C. E’ una pianta che non ama le correnti d’aria fredda anche se è importante assicurare una buona circolazione dell’aria.
La pianta va annaffiata spesso. D’estate anche 2-3 volte la settimana in modo da assicurare un terriccio costantemente umido, l’acqua di nebulizzazione deve essere a temperatura ambiente, mai fredda. Durante l’autunno e l’inverno si riducono le frequenze in modo da mantenere il terriccio appena umido.
Da aprile ad ottobre è opportuno concimare la nostra Schefflera ogni 2-3 settimane. Si mischia all’acqua di irrigazione un buon concime completo vale a dire che oltre ad avere i macroelementi. Durante l’autunno e l’inverno le concimazioni vanno sospese.
Curiosità
Il potere di purificatore dell’aria può essere riconosciuto anche alla Schefflera che, oltre ad apparire straordinariamente piacevole a livello estetico, assorbe alcune delle tossine presenti nell’aria come, ad esempio, benzene, formaldeide e toluene. La Schefflera risulta quindi perfetta da inserire in tutte quelle case dove è presente un fumatore.

STELLA DI NATALE
Famiglia Euforbiaceae
Caratteristiche
L’Euphorbia pulcherrima o Poinsettia (comunemente chiamata Stella di Natale) è una pianta ornamentale originaria del Messico, nazione nella quale cresce spontaneamente e dove, allo stato selvatico, può raggiungere un’altezza fra i due e i quattro metri.
I colori della Stella di Natale sono indubbiamente tra i più adatti a simboleggiare il periodono Natalizio, anche se, in realtà, quelli che siamo abituati a considerare comunemente i fiori, in realtà sono le foglie, dette brattee, che assumono il noto colore rosso acceso in particolari periodi dell’anno. I veri fiori dell’ Euphorbia pulcherrima sono quelli di colore giallo che si vedono all’interno, mentre le parti di colore rosso, rosa o bianche sono le vere foglie.
Coltivazione
Una delle caratteristiche principali delle stelle di Natale sta nella fioritura, questa infatti è una pianta fotoperiodica vale a dire che fiorisce solo con un determinato numero di ore di luce (8-9 al massimo) mentre nelle altre ore devono stare al buio. È necessario collocare la pianta in un ambiente luminoso (ma non al sole diretto), mentre durante la bella stagione può essere tenuta all’aperto, in una posizione protetta dall’insolazione diretta.
L’annaffiatura deve avvenire in maniera moderata, facendo attenzione a lasciare asciugare il terreno almeno per due centimetri in superficie; la pianta richiede un’atmosfera ricca di umidità e non deve subire brusche variazioni di temperatura o essere esposta ad improvvise correnti di aria fredda.
È una pianta che vive bene in un lasso di temperature abbastanza ampio, tra i 14 – 22 °C.
Le stelle di natale amano terreni leggermente acidi con una buona quantità di torba in modo che rimangano leggeri per consentire l’arieggiamento delle radici. Concimiamole con concime per piante fiorite e facciamo trascorrere loro l’estate fuori, ma all’ombra.
Curiosità
Il potere di purificatore dell’aria può essere riconosciuto anche alla Schefflera che, oltre ad apparire straordinariamente piacevole a livello estetico, assorbe alcune delle tossine presenti nell’aria come, ad esempio, benzene, formaldeide e toluene. La Schefflera risulta quindi perfetta da inserire in tutte quelle case dove è presente un fumatore.

TILLANDSIA
Famiglia Bromeliaceae
Caratteristiche
È una pianta che ha saputo adattarsi a condizioni estreme, imparando nel tempo a vivere senza aver bisogno del terreno sottostante.
Le sue radici difatti (non sempre presenti) hanno più che altro la funzione di sostegno e ancoraggio. Essendo una specie epifita (cioè che vive su altre piante), si sviluppa intorno ad alberi o altri elementi, naturali e non. Possono abbarbicarsi persino sui pali della corrente!
Stiamo parlando di una pianta perenne erbacea, presente solo in America. Qui la troviamo dislocata in vari ambienti, dalle aree desertiche dell’America del Sud alle foreste tropicali o gli altopiani delle Ande.
Il nutrimento viene estrapolato dall’aria, grazie a specifici elementi chiamati tricomi che vanno a ricoprire le foglie. Questi sono in grado di trattenere l’umidità ricavando l’acqua necessaria per il sostentamento.
Inoltre intervengono anche i batteri azotofissatori che aiutano appunto a reperire le quantità di azoto necessarie.
Il punto forte di questa pianta sono i fiori, che si distinguono per i loro colori vivaci. Del resto stiamo parlando di una pianta tropicale.
Coltivazione
La pianta non necessita di particolari cure. Si adatta bene ad ogni ambiente purché la temperatura non scenda al di sotto dei 15 °C. Evitare i raggi diretti del sole: meglio la penombra.
Tipologie
Comprende circa 500 specie di piante sempreverdi, erbacee, perenni. Tra le più comuni:
Tillandsia Ionantha
Predilige gli ambienti collinari e mal tollera i raggi diretti del sole. Si presenta con foglie succulente che sono verdi alla base ma poi terminano in un bel rosso violaceo, molto acceso. Ricerca un ambiente umido e temperature alte. Fiorisce tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Tillandsia Aeranthos
Molto caratteristica è anche la tillandsia aeranthos, che produce fiori rosa e viola, con foglie lunghe fino a 10 cm, di colore verde ma con riflessi argentati. Fiorisce solo una volta nella vita. Va posizionata in un ambiente soleggiato. Le sue dimensioni sono abbastanza contenute.
Tillandsia Usneoides
Passiamo ora alla varietà Usneoides, chiamata anche “barba di Mosè” o “muschio spagnolo”, per il suo caratteristico aspetto. Sembra difatti un groviglio di fili grigi più che una pianta vera e propria e per questo trova largo impiego come elemento ornamentale e decorativo.
Unica nel suo genere, è ideale da appendere per ricreare ambienti suggestivi, avendo appunto un portamento verso il basso. In estate non tarda a riempirsi di piccoli fiori gialli e verdi, che emanano un profumo delizioso.
Curiosità
Il suo nome ricorda il nome del botanico svedese E.Til-Landz della seconda metà del XVII secolo. Il sistema di vita di queste “figlie del vento” è stato scoperto solo nel 1904, quando il fisiologo tedesco Carl Mez chiarì la fisiologia delle piante epifite, che assorbono l’acqua e i sali minerali dalle squame presenti sulle foglie. Senza radici sotterranee quindi, assorbono il loro nutrimento dall’umidità dell’aria.
La pianta è stata testata per sei mesi sulla trafficatissima circonvallazione di Firenze, per iniziativa del botanico Luigi Brighigna dell’Ateneo fiorentino, che ha poi portato le piantine “inquinate” al dipartimento di chimica ‘Ciamician’ di Bologna, attrezzato per studiarle. Secondo i risultati del test, resi noti dall’Università di Bologna, la Tillandsia può essere usata per monitorare l’inquinamento, ma anche, in dosi massicce, per assorbire le polveri cariche di idrocarburi policiclici aromatici, ovvero i benzopireni accusati di essere cancerogeni, provenienti dall’incompleta combustione della benzina e del gasolio. La mancanza di radici ha permesso,inoltre, di analizzare le sostanze depositate escludendo le interferenze con il terreno. La Tillandsia non solo cattura gli inquinanti, ma è in grado di assorbirli ed eliminarli, metabolizzandoli, ovvero “mangiando” una discreta quantità di inquinanti: 0,2 milligrammi per chilogrammo di pianta.
LA NOSTRA FILOSOFIA
Amare il verde con il canto e i colori della natura,
sognare e fare del mondo un bellissimo giardino.

